#MICIA
I racconti di #MICIA
Le avventure di Micia tra l’orto, il fienile e la soffitta del casolare.
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#7 Un cuscino per le pesche
La cartellina con il ritratto di Max era al sicuro sulla mensola quando la nonna chiamò Micia. Nel frutteto c’erano pesche mature da raccogliere per la merenda.
Toto portò una cassetta bassa e Chia li raggiunse lungo il sentiero. Fra i rami pendevano frutti gialli e rosa, morbidi come piccole guance.
Micia teneva già una pesca nella zampina. Allungò l’altra verso un ramo basso e ne staccò una seconda con una lieve torsione.
«Questa profuma fin quaggiù», disse Chia, sollevando le antenne.
Toto si inginocchiò accanto alla cassetta e vi posò il primo frutto. La pesca rotolò verso un angolo. Lui la fermò subito, con le sopracciglia aggrottate.
«Non voglio che facciano a botte durante il viaggio.»
Micia guardò il legno del fondo.
«Forse serve un cuscino.»
La nonna aveva lasciato un panno pulito sulla staccionata. Micia lo distese nella cassetta, ma al centro rimase una grossa piega. La prima pesca vi salì sopra e scivolò di nuovo.
Chia allungò il collo.
«Il cuscino ha una montagna in mezzo.»
Toto sollevò il frutto. Micia spianò il panno, ripiegandone i bordi lungo le pareti, e riprovarono. Stavolta la pesca rimase ferma.
Ne sistemarono altre accanto, in un solo strato, lasciando quelle ancora dure sui rami.
«Niente castelli di pesche», decise Toto.
«Solo un dormitorio», rispose Micia.
Portarono la cassetta al casolare tenendola uno per lato. Chia li aspettava alla soglia, arrivata per la scorciatoia sotto la siepe.
La nonna lavò i frutti e ne tagliò uno per la merenda.
Toto osservò la cassetta.
«Le abbiamo sistemate così bene che quasi mi dispiace svegliarle.»
Poi assaggiò una fettina e cambiò subito idea.
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Il primo racconto arriverà presto.
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