#MICIA
I racconti di #MICIA
Le avventure di Micia tra l’orto, il fienile e la soffitta del casolare.
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#6 Una criniera di paglia
La mattina dopo, il disegno del laghetto era asciutto. Micia lo sistemò nel vecchio catalogo insieme al pesciolino e alle foglie: voleva trovare una copertina per tenerli tutti insieme.
Lillo propose di chiedere a Max. Il cavallo abitava nella stalla, dove il nonno conservava anche scatole, spago e cartoncini.
Li accolse affacciando il muso sopra lo sportello. Aveva il mantello color castagna, una piccola stella bianca sulla fronte e la criniera scura, spettinata da qualche filo di paglia.
«Il nonno ha lasciato due cartoncini puliti nell’armadietto», disse. «Forse fanno al caso vostro.»
Micia li prese e appoggiò tutto sopra una balla di paglia legata. I fogli, però, scivolavano sulla superficie inclinata.
«Aspettate, li tengo io», disse Lillo.
Un filo di paglia solleticò il naso di Max. Il suo starnuto fece volare il disegno del pesciolino.
Micia rimase con le zampine aperte e la bocca spalancata.
«Adesso sa anche volare!»
Lillo lo ritrovò sul pavimento asciutto, accanto alla mangiatoia. Non si era rovinato. Max abbassò le orecchie, mortificato.
«Volevo aiutarvi, non soffiare via il mare.»
Micia gli accarezzò il muso.
«Hai inventato un pesce volante.»
Spostarono i cartoncini su una cassa dal coperchio piatto. Con l’aiuto del nonno, li unirono lungo un lato con una striscia di tela; due nastrini avrebbero tenuto chiusa la cartellina.
Micia disegnò Max sulla copertina. Per copiare la criniera osservò i fili di paglia rimasti fra i suoi ciuffi.
Il cavallo guardò il ritratto, fiero.
«Questa pettinatura la tengo.»
Al casolare, i disegni entrarono nella nuova cartellina. Micia la posò sulla mensola, lontano dagli schizzi del lavandino.
La matita tornò nella tazzina. Un filo di paglia, invece, era rimasto dietro il suo orecchio.
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Il primo racconto arriverà presto.
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