#MICIA
I racconti di #MICIA
Le avventure di Micia tra l’orto, il fienile e la soffitta del casolare.
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#4 Il pesciolino di carta
La mattina dopo, Micia prese la matita dalla tazzina e infilò due fogli fra le pagine di un vecchio catalogo. Dopo la foglia di quercia, voleva provare quella d’ulivo.
Pucci la seguì lungo il sentiero. Nell’oliveto trovarono Franci e Toto: la chioccia sistemava alcune olive cadute in un vassoio di vimini, mentre il maialino le portava quelle raccolte sul telo.
«Cerchiamo una foglia già caduta», spiegò Micia.
Toto ne indicò una accanto al tronco contorto. Era stretta e argentata da un lato, verde dall’altro.
Micia si sedette sul telo color ruggine. Appoggiò il catalogo chiuso sulle ginocchia, mise la foglia sotto un foglio e strofinò piano la matita.
Il disegno venne così pallido che lei aggrottò le sopracciglia.
«La quercia si vedeva meglio.»
Toto allungò il musetto per guardare.
«Forse questa foglia è timida.»
Franci si avvicinò, incuriosita.
«Proviamo a girarla. Sotto le dita, i due lati non sembrano uguali.»
Micia sollevò la carta e voltò la foglia. Questa volta comparvero un bordo sottile e una nervatura lunga.
Pucci inclinò la testa, sorpreso.
«Sembra un pesciolino senza coda!»
Micia scoppiò a ridere. Accanto all’impronta disegnò una coda, un occhio e tre bollicine. Toto volle aggiungere un pesce più tondo: assomigliava molto al suo naso.
Prima di ripartire rimisero la foglia sotto l’ulivo e aiutarono Franci a piegare il telo.
Al casolare, Micia ripose la matita nella tazzina. La nonna guardò i due pesci di carta.
«Domani potreste osservare il laghetto. Chissà quanti altri disegni vi aspettano.»
Pucci fissò le bollicine.
«Speriamo che non serva una matita impermeabile.»
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Il primo racconto arriverà presto.
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