#MICIA
I racconti di #MICIA
Le avventure di Micia tra l’orto, il fienile e la soffitta del casolare.
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#29 Mare o montagna? Mare e montagna!
Dopo la giornata nel prato, Micia aveva trovato un nuovo posto dove stare tranquilla: davanti alla finestra, con una cartolina delle Dolomiti fra le zampe.
«Al mare abbiamo bagnato i piedi», disse. «Chissà che cosa si fa lassù.»
«Si cammina!» rispose Lillo.
Pucci guardò le cime appuntite e inclinò la testa. Sembravano richiedere parecchi passi.
Qualche giorno dopo erano proprio fra quelle montagne, con caschetti, scarponcini e imbragature. Davanti a loro, una breve ferrata saliva lungo la roccia chiara.
Micia appoggiò un piede sul primo gradino di ferro. Poi cercò il successivo.
«Uno alla volta», mormorò.
Lillo la seguiva con le orecchie che ballonzolavano sotto il caschetto. Pucci, poco più avanti, li aspettava su una larga sporgenza.
A metà salita, Micia si fermò. Stava cercando un altro gradino quando Lillo indicò qualcosa accanto alla sua scarpa.
Una campanula viola cresceva in una fessura della roccia.
«È arrivata fin quassù senza scarponi», osservò il coniglio.
Micia rise e ripartì. Quando raggiunsero il punto di sosta, si sedettero a riprendere fiato. Sotto di loro, i prati si stendevano fra boschi e casette minuscole.
Pucci tirò fuori dallo zainetto il sacchetto della merenda. Era tutto schiacciato.
«I biscotti hanno fatto una salita difficile», disse Micia.
Li divisero lo stesso, raccogliendo le briciole dal tovagliolino.
«Allora?» domandò Lillo. «Meglio il mare o la montagna?»
Micia guardò le cime, poi le sue scarpine impolverate. Pensò all’acqua turchese e al granchietto rosso.
«Mare e montagna! Però, dopo questa salita, tornerei volentieri a bagnarmi i piedi.»
Pucci si tolse uno scarponcino e sospirò.
Lui era già pronto.
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