#MICIA
I racconti di #MICIA
Le avventure di Micia tra l’orto, il fienile e la soffitta del casolare.
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#28 Un prato per la meditazione
Dopo il pomeriggio in biblioteca, Micia aveva ancora in testa fiori, stelle e pagine da girare. Anche seduta sotto la quercia continuava a pensare al grande libro.
«Proviamo a stare qui senza fare niente?» propose Lillo.
Franci chiamò gli amici dal cortile. Arrivarono Pucci, Tobia, Betta, Toto e Max. Ognuno trovò un posticino nel prato.
Micia incrociò le zampine, appoggiò le mani sulle ginocchia e chiuse gli occhi.
Per un momento sentì soltanto il vento fra le foglie.
Poi pensò alla merenda.
Poi al granchietto del mare.
Poi si domandò se tutti gli altri stessero pensando alla merenda come lei.
Aprì un occhio. Pucci stava sistemando una zampina sull’altra. Toto cercava una posizione comoda, mentre Max aveva abbassato il muso verso l’erba.
«A me vengono un sacco di pensieri», bisbigliò Micia.
«Anche a me», rispose Betta. «Stavo contando le margherite.»
Lillo sorrise senza aprire gli occhi.
«Io ascolto le foglie. Quando mi distraggo, torno ad ascoltarle.»
Micia riprovò. Inspirò piano e sentì il profumo dell’erba. Una folata le mosse i baffi. Da qualche parte un insetto ronzò, poi si allontanò.
Questa volta non cercò di indovinare dove andasse.
Rimasero così per qualche minuto, vicini e tranquilli, finché il pancino di Toto fece un piccolo brontolio.
Pucci aprì gli occhi. Poi Micia. Poi scoppiarono tutti a ridere.
«Il prato era silenzioso», disse Toto, «ma io avevo qualcosa da aggiungere.»
Franci si alzò per prima.
«Allora continuiamo la meditazione dopo la merenda.»
Micia raccolse il cestino. Il libro poteva aspettare ancora un po’.
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Il primo racconto arriverà presto.
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