#MICIA
I racconti di #MICIA
Le avventure di Micia tra l’orto, il fienile e la soffitta del casolare.
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#23 Sogni d’oro
Quella sera, dopo la passeggiata fra le balle di paglia, Micia salì nella sua cameretta. Dalla finestra il cielo passava dal rosa al blu, e le colline diventavano ombre leggere.
La lampada a olio illuminava le travi del soffitto. Sul comodino, la radiolina suonava una melodia piano piano.
Micia si infilò nel lettino e tirò sulle gambe la morbida coperta color panna, con stelle blu e dorate e piccoli razzi. Poi guardò il telescopio bianco accanto alla finestra.
«Solo un’occhiata al cielo, prima di dormire.»
Ma proprio mentre scostava la coperta, arrivò uno sbadiglio enorme. Micia portò una zampina alla bocca e rimase seduta contro il cuscino.
Provò a riaprire bene gli occhi. Un secondo sbadiglio fu ancora più lungo.
«Forse il cielo può aspettare un momento.»
Per riprendere il filo della melodia, ascoltò la radio. Sentì tre note, poi un piccolo borbottio. Abbassò lo sguardo: non era la radiolina. Era il suo pancino, che aveva deciso di accompagnare la musica.
Micia rise sottovoce.
La nonna si affacciò alla porta per darle la buonanotte. Micia le raccontò del concerto e poi indicò il telescopio.
«Volevo fare un ultimo viaggio.»
«Puoi ripartire domani», rispose la nonna, rimboccandole la coperta.
Micia guardò il mappamondo sulla mensola, accanto ai libri. Poi seguì con una zampina un razzo disegnato sul tessuto.
«Questo, intanto, parte da qui.»
La nonna spense la radio e la lampada. Nel silenzio rimase soltanto la luce del crepuscolo.
Micia appoggiò la testa sul cuscino. Il telescopio poteva aspettare: lei aveva già trovato un posto morbido da cui partire.
«Sogni d’oro», sussurrò la nonna.
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Il primo racconto arriverà presto.
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