#MICIA
I racconti di #MICIA
Le avventure di Micia tra l’orto, il fienile e la soffitta del casolare.
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#22 La valle delle balle di paglia
Il giorno dopo la raccolta delle olive, Micia lasciò riposare il pettinino e salì lungo il sentiero delle querce. Voleva vedere fin dove si riusciva a guardare dalla cima della collina.
Il campo era dorato di stoppie. Grandi balle di paglia rotonde riposavano sul pendio, con i fili arrotolati in spirali fitte. Da lontano sembravano piccole; da vicino, una superava quasi Micia.
Arrivata accanto alla più grande, si fermò e portò una zampina sopra gli occhi per ripararsi dal sole.
Sotto di lei si aprivano campi, filari e stradine. Fra i cipressi riconobbe il tetto del casolare.
«Eccoti! Da quassù sembri una casetta per le bambole.»
Micia fece qualche passo per osservare la spirale della balla. Quando tornò a cercare il tetto, però, non lo vide più.
Si alzò sulle punte. Niente.
Si spostò verso la quercia e scrutò fra i rami. Ancora niente.
«Non puoi essertene andato mentre guardavo la paglia.»
Poi abbassò gli occhi: davanti a lei c’era proprio il fianco della grande balla, che le nascondeva un pezzo della valle.
Micia tornò sui propri passi. Il tetto ricomparve oltre il bordo dorato.
Scoppiò a ridere.
«Nascondino! Ma io non avevo ancora cominciato a contare.»
Restò un poco a guardare le altre balle sparse sul pendio. Sembravano tutte ferme ad aspettare il loro turno.
Quando riprese il sentiero, riconobbe il bivio sotto le querce e scese tranquilla verso casa.
Al casolare raccontò alla nonna di averlo perso di vista.
«Per ritrovarlo», spiegò, «è bastato fare due passi. Per fortuna non ho dovuto spostare la balla!»
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Il primo racconto arriverà presto.
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