#MICIA
I racconti di #MICIA
Le avventure di Micia tra l’orto, il fienile e la soffitta del casolare.
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#2 Una casa per la matita
Il mattino dopo aver sistemato la scatola della primavera, Micia tornò in cucina con una decisione: anche la matita doveva avere un posto tutto suo.
La trovò sul tavolo, accanto ai ritagli usati per le etichette. Cominciò a disegnare un girasole, poi si voltò per salutare Franci, la chioccia appena arrivata dal cortile.
La matita rotolò verso il bordo.
Pucci la fermò con una zampina, senza prenderla in bocca.
«Questa non sa stare ferma.»
Micia la posò sul coperchio della scatola da cucito. Appena la nonna aprì la scatola, dovette spostarla di nuovo.
«Qui sarebbe sempre in viaggio», osservò Franci.
Provarono un barattolo vuoto. La matita sparì quasi completamente al suo interno: Micia riusciva appena a raggiungerla.
Chia, dallo sgabellino, guardò il vetro alto.
«Ci serve un posto da cui possa anche uscire facilmente.»
La nonna trovò una tazzina blu e bianca che non usava più. Era abbastanza bassa: la matita rimaneva in piedi con una buona parte fuori dal bordo.
Micia la infilò e la riprese. Una volta, poi un’altra.
«Questa è della misura giusta!»
Franci suggerì di metterla vicino al punto in cui disegnavano. Pucci controllò che la tazzina non fosse sull’orlo del tavolo. Chia indicò un ritaglio rimasto libero.
Micia vi disegnò una piccola matita arancione e lo fissò alla tazzina come etichetta.
Quando tutto fu pronto, riprese il disegno del girasole e lo finì. Poi riportò la matita nella sua nuova casa.
Franci sorrise.
«E domani saprai dove cercarla.»
Pucci guardò la tazzina, soddisfatto.
«Purché nessuno le offra una passeggiata.»
Micia rise. Sulla mensola riposavano i semi; sul tavolo, finalmente, riposava anche la matita.
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Il primo racconto arriverà presto.
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