#MICIA
I racconti di #MICIA
Le avventure di Micia tra l’orto, il fienile e la soffitta del casolare.
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#18 Il conto delle stelle
Quella sera, dopo la scoperta dell’eco in cantina, Micia raggiunse Pucci, Tobia e Lillo nel prato dietro il casolare. Il cielo era blu profondo e le stelle brillavano come minuscoli punti d’oro.
Tobia si distese nell’erba. Pucci gli si sistemò vicino, mentre Lillo avvolse meglio la sciarpa intorno al collo.
«Le contiamo?» propose Micia.
Cominciò dalla stella più luminosa sopra la quercia. Una, due, tre… Alla nona, Pucci indicò con il musetto un altro gruppo più in alto.
Micia alzò lo sguardo e perse il punto.
«Quella l’avevo già contata?»
Lillo mosse un orecchio.
«Io sono arrivato a dodici, ma forse ho contato due volte le stesse.»
Tobia sorrise.
«Allora abbiamo un cielo molto affollato.»
Micia riprovò, seguendo una fila di lucine. Poi ne vide una più debole fra due stelle grandi e si fermò di nuovo. Più guardava, più sembravano comparirne.
Abbassò la zampina, un po’ delusa.
«Non finirò mai.»
Pucci inclinò la testa.
«Dobbiamo proprio finirle?»
Micia rimase in silenzio. Poi sollevò una zampina verso tre stelle vicine.
«Quelle mi fanno pensare a un cestino.»
«Io ci vedo una carota», disse Lillo.
Tobia guardò lo stesso gruppetto.
«Per me è un cuscino.»
Pucci rise: «Tu vuoi sempre sdraiarti!»
Restarono lì a inventare figure, ognuno trovando qualcosa di diverso. Quando una brezza fresca mosse l’erba, tornarono verso la finestra illuminata del casolare.
Micia diede un’ultima occhiata al cielo.
Aveva perso il conto, ma adesso sapeva dove cercare il suo cestino d’oro.
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Il primo racconto arriverà presto.
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