#MICIA
I racconti di #MICIA
Le avventure di Micia tra l’orto, il fienile e la soffitta del casolare.
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#12 Il fiore che salutava
Dopo la colazione con latte e focaccine, Micia seguì il sentiero che passava dietro il casolare. Fra querce, tigli e castagni c’erano quattro arnie: una azzurra, una gialla, una verde e una rosa.
Raffa, la volpe dal petto crema e dalla coda con la punta bianca, l’aspettava vicino a un vecchio ceppo.
«Senti come ronza questo posto?»
Le api andavano e venivano sopra il prato fiorito. Micia si fermò sul sentiero, dove una campanula azzurra spuntava fra due ciuffi d’erba.
Un’ape si posò sul fiore e lo stelo si piegò piano.
«Buongiorno anche a te», disse Micia, facendo un piccolo inchino.
Raffa si voltò. L’ape era già ripartita e la campanula si era raddrizzata.
«Con chi parli?»
«Con un fiore molto educato.»
La volpe sollevò un sopracciglio, perplessa. Si sdraiò accanto al ceppo, con il muso appoggiato alle zampine.
Aspettarono.
L’ape tornò, ronzando vicino alla campanula.
«Sono Flo. State aspettando qualcuno?»
«Un altro saluto», rispose Micia.
Flo si posò e il fiore si chinò di nuovo. Questa volta Raffa vide tutto.
«Credo che il saluto arrivi insieme all’ospite.»
Flo ripartì. La campanula tornò dritta.
Micia scoppiò a ridere: era il piccolo peso dell’ape a far piegare lo stelo.
«Allora siete una coppia di ballerine!»
Flo descrisse un giro nell’aria e raggiunse un altro fiore. Raffa la seguì con gli occhi, sorridendo.
Prima di tornare al casolare, Micia fece un ultimo inchino alla campanula. Il fiore rimase immobile, ma non le dispiacque.
Dalle arnie colorate arrivava un ronzio fitto. Sotto le larghe chiome degli alberi, il prato sembrava avere mille piccole conversazioni in corso.
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Il primo racconto arriverà presto.
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