Sinossi
Micia e il casolare dei nonni
Tra dolci colline, un orto e un vecchio fico sorge un casolare di campagna. Qui vive Micia, una gattina di pezza con una salopette blu stellata e tre semilune dorate sul petto. È curiosa, affettuosa e un po’ pasticciona: parte spesso con un’idea precisa, ma basta una farfalla o un rumore insolito per farle cambiare programma.
Ogni giorno il casolare le offre una nuova avventura. Un gomitolo scomparso la conduce fino al fienile; un seme senza etichetta diventa una sorpresa da coltivare; una giornata di pioggia trasforma la soffitta nel luogo ideale per inventare giochi. Anche preparare una merenda o sistemare un vaso può prendere una piega buffa e inattesa.
A farle compagnia ci sono Poldo, un riccio metodico che custodisce ogni cosa nel posto giusto; Lilla, una chiocciola che nota i dettagli sfuggiti agli altri; e Nino, un passerotto vivace, sempre pronto a raccontare ciò che ha visto oltre il giardino. Ognuno ha abitudini e desideri propri, e mettersi d’accordo richiede talvolta un po’ di pazienza.
Le stagioni cambiano il paesaggio e suggeriscono nuove scoperte: germogli in primavera, ombra e frutta d’estate, foglie colorate in autunno, finestre appannate e biscotti d’inverno.
Ogni episodio racconta una piccola vicissitudine completa, con un imprevisto, qualche tentativo e una conclusione tenera o divertente. Alcuni dettagli continuano da una puntata all’altra: il seme cresce, un oggetto viene riparato, un progetto prende forma.
Il tono è sereno, fantasioso e adatto a tutte le età. Le difficoltà nascono da equivoci, piccoli contrattempi e curiosità quotidiane. Al centro ci sono amicizia, creatività, cura della natura e il piacere di fare le cose insieme, senza prediche.
L’illustrazione di ogni puntata rappresenta una scena effettivamente presente nel racconto, mantenendo coerenti Micia, i suoi amici e gli ambienti del casolare.